Omnia alia sunt - Fabio bix
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Arte / Omnia alia sunt

Omnia alia sunt

 

Omnia Alia Sunt è un lavoro sulla percezione visiva in tempi in cui sovente il virtuale ha preso più spazio e peso rispetto al reale.

Il progetto ha, nella fotografia, la sintesi di un processo creativo più complesso.
Nelle fotografie, infatti, troneggiano “statue” – da me realizzate – inserite in contesti architettonici sovente riconoscibili; città d’arte, perlopiù.
New York, Parigi, Roma, Venezia, Palermo, Milano le ho già immortalate; mi manca solo il resto del mondo, poi sarò il più grande scultore della storia! Il fatto che, di fatto, non esisterà nemmeno una statua visibile, è parte del concetto. Sono uno scultore di idee, soprattutto.

Le “statue” sono alte circa 15 cm, realizzate, in pochi secondi, con fazzoletti di carta stropicciati. Durano giusto il tempo di qualche scatto.
Gioco di proporzioni, scattando da molto vicino alla statua, in contrasto con la gente alla giusta distanza e agli elementi architettonici sullo sfondo.
Ne ottengo ritratti paesaggistici in cui le statue paiono di grandi dimensioni e, a un primo sguardo, vere. Realistiche.
Nella resa fotografica ne modificano gli spazi, sia visivi che mentali.

In tempi di fake news, il progetto Omnia alia sunt evidenzia il tema delle finzioni, in una realtà che è assai sfaccettata, non riducibile in slogan.

La famosa frase di Orazio Est modus in rebus, in cui nelle cose identifica una insita misura, una oggettività, potrebbe essere parafrasata con la più appropriata Est dolus in rebus: c’è un inganno nelle cose.
L’inganno apparente fissato nelle foto del progetto è, di fatto, un atto di verità. Mostra come ogni cosa non è quella cosa (omnia alia sunt), o non è solo quella.

Fondamentali per comprendere la complessità del processo creativo sono i video realizzati dal videomaker Carmelo Puglisi.

Le fotografie sono stampate su carta Hahnemühle e incorniciate con vetro antiriflesso.
Hanno tiratura di 5 + AP